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Insieme alla programmazione, la gestione assume un ruolo fondamentale: conoscenza e corretta applicazione delle regole comunitarie e nazionali; ricerca delle procedure ottimali al fine di pervenire al raggiungimento di tempi rapidi nell'ambito della valutazione dei progetti, affidamenti, rendicontazione delle attività cofinanziate. Un buon utilizzo delle risorse comunitarie, quindi, deriva da un perfetto connubio tra capacità di programmazione, qualità degli interventi ed efficienza. E' soprattutto quest'ultima che attualmente misura agli occhi dell'opinione pubblica gli esiti conseguiti da una pubblica amministrazione che ha ricevuto finanziamenti comunitari: l'ammontare degli impegni e pagamenti effettuati.
Tali indicatori, ancora, sono utilizzati per pervenire al confronto sul livello di efficienza tra i diversi Stati membri. Tuttavia, il livello della spesa non rileva in modo così diretto la quantità di interventi attivati sui singoli territori. Altre variabili incidono in maniera determinante: esse concernono i tempi di erogazione delle risorse e queste, a loro volta, dipendono da innumerevoli fattori legati a regole nazionali e di funzionamento dei sistemi regionali e provinciali. Parlare di gestione finanziaria del Fondo sociale europeo non significa semplicemente richiamarsi a un sistema di contabilità definito a livello europeo che nelle diverse realtà nazionali e regionali/provinciali ritrova la propria applicazione.
A fronte di disposizioni finanziarie comunitarie molto precise che mutano generalmente a ogni riforma, richiedendo uno sforzo di adeguamento da parte dei titolari di programmi cofinanziati, va tenuto conto che ogni Paese membro può aver negoziato con la Commissione alcune modalità specifiche e che, comunque, le regole comunitarie si rapportano a quadri legislativi nazionali diversi. Nell'esperienza italiana di questi sei anni di programmazione, alle difficoltà di gestione ordinaria si sono aggiunti, in piena fase di programmazione, almeno tre avvenimenti:
- L'introduzione del meccanismo della fideiussione. L'obbligo dei soggetti attuatori, di garantire con una polizza fideiussoria la somma erogata dalla pubblica amministrazione a titolo di anticipazione, ha prodotto rallentamenti nel flusso finanziario di quest'ultima. In particolare tale situazione ha assunto proporzioni di rilievo nelle attività a titolarità aziendale. Molte imprese, infatti, a fronte anche di progetti formativi finanziariamente ridotti, hanno preferito e preferiscono non affrontare le spese relative all'accensione della fideiussione, che rimangono comunque a loro carico, e rinviare la chiusura finanziaria alla fase di verifica del rendiconto. Ciò comporta l'erogazione, da parte dell'amministrazione regionale, di un unico pagamento a saldo per la totalità dell'importo rendicontato riducendo, di conseguenza, il livello della spesa pubblica.
- Il regolamento comunitario dell'aprile '97 denominato "SEM 2000" che ha introdotto nuove modalità di rilevazione della spesa. Tale diversa modalità ha richiesto uno sforzo enorme di adeguamento, la revisione di tutte le certificazioni dal '94 (essendo il regolamento retroattivo) e la creazione in tempi rapidissimi di un sistema di rilevazione per la raccolta dati dei soggetti attuatori.
- Il regolamento 2064 dell'ottobre '97 che ha introdotto il sistema di controlli svolti da una struttura indipendente dal servizio di gestione nella misura del 5% dell'attività svolta. Se in altri Stati potrà rappresentare l'unico meccanismo di controllo, in Italia invece, in virtù di disposizioni legislative nazionali, tale attività si aggiunge alle verifiche già svolte, nella misura del 100%.
Complessivamente tali difficoltà hanno fortemente rafforzato un'esigenza già presente di ricerca di soluzioni per tutto il territorio nazionale, di individuazione di procedure ottimali che possono essere ricercate solo attraverso l'analisi delle difficoltà che caratterizzano i vari sistemi regionali, delle problematiche individuali che talvolta sono solo vissute come tali. L'esigenza, ancora, va nella direzione dell'individuazione di buone pratiche, la loro conoscenza e possibilità di trasferimento in altre realtà. Questo è sostanzialmente l'obiettivo che Tecnostruttura si è dato. Dunque, ponendo la gestione finanziaria come uno degli ambiti prioritari di lavoro, ha consentito dalla sua nascita:
- La realizzazione di uno sportello informativo sempre aperto, assistenza specializzata, quindi, per la soluzione del singolo problema contestualmente al momento in cui si pone.
- La ricognizione delle singole esigenze regionali, al fine di poterle rappresentare nei confronti della Commissione in accordo con il Ministero del lavoro e con gli altri attori della concertazione.
- L'individuazione di proposte, l'elaborazione di materiali informativi e la predisposizione di percorsi che consentano, di volta in volta, il rispetto di scadenze previste.
L'azione sin qui svolta da Tecnostruttura, di sostegno in itinere alle esigenze delle pubbliche amministrazioni, può, nell'immediato futuro, orientarsi anche su un versante di anticipazione rispetto alla soluzione di aspetti gestionali che il nuovo periodo di programmazione pone. Da un lato, il rafforzamento del ruolo di programmazione e coordinamento che viene a porsi in capo alle strutture delle pubbliche amministrazioni competenti in tema di formazione/lavoro, dall'altro, i nuovi meccanismi di gestione finanziaria, fortemente orientati sull'efficienza della spesa, pena l'applicazione immediata di norme sanzionatorie, inducono a perseguire obiettivi di semplificazione amministrativa e riorganizzazione delle strutture deputate alla gestione, prevedendo anche la possibilità di esternalizzazione di procedure come previsto, ad esempio, dalla legge 488/92.
E' dunque nella dimensione nazionale, che per statuto le compete, che Tecnostruttura può e deve spendere il proprio ruolo, sia esso sul versante della gestione finanziaria sia sugli altri ambiti in cui è chiamata a intervenire.
Tecnostruttura rappresenta e si fa interprete, nell'elaborazione delle tecniche che svolge, di tutte le esigenze delle amministrazioni regionali/provinciali: coloro che attualmente svolgono questo servizio provengono da tali realtà ed ancora ne fanno parte; l'esperienza dei propri intenti fa parte della loro stessa esperienza professionale.
Ma la dimensione nazionale è importante soprattutto per la ricchezza che ogni proposta acquisisce se è il frutto di una conoscenza di ciascun sistema con i propri punti di forza e di debolezza: l'obiettivo è di far sì che proprio questa forza possa divenire patrimonio comune.
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