Programma nazionale di riforma

Dedichiamo una sezione al Programma nazionale di riforma (PNR), uno dei documenti strutturali del Semestre europeo, insieme al Programma di stabilità e di convergenza, all’Analisi annuale della crescita, alla Relazione sul meccanismo di allerta e alle Raccomandazioni specifiche per Paese (CSR - Country Specific Recommendations). Dal 2011 il PNR è confluito nel Documento di Economia e Finanza (DEF), curato dal Dipartimento del Tesoro, d'intesa con il Dipartimento delle Politiche europee; costituendone la sezione III, ai sensi della Legge 7 aprile 2011 n. 39, il PNR coadiuva il DEF nel coordinamento della programmazione finanziaria col Semestre europeo, svolgendo la doppia funzione di documento avente valenza nazionale ed europea. Il PNR illustra annualmente la portata degli interventi strategici messi in atto dalle amministrazioni nazionali e regionali, la loro coerenza con gli orientamenti dell'Unione europea e il loro impatto atteso; inoltre il PNR presenta una agenda di interventi, previsti per i mesi successivi, con cui si definisce il percorso attraverso il quale l'Italia intende conseguire gli obiettivi definiti a livello europeo, garantendo la stabilità delle finanze pubbliche.
Le Regioni e Province autonome partecipano alla composizione del PNR, elaborando un documento tecnico-programmatico, approvato dalla Conferenza delle Regioni, che a partire dal 2012 va a comporre un capitolo del documento (PNR 2013 e 2014: “Le Regioni in campo”). Inoltre in Appendice al PNR sono riportati appositi quadri sinottici (“Griglia delle misure regionali”) che danno conto nel dettaglio degli interventi di riforma normativi, regolamentari e attuativi realizzati dalle Regioni nell’anno precedente. Si tratta, infatti, di rendere conto delle riforme attuate e programmate sia in risposta alle Raccomandazioni del Consiglio, che cambiano annualmente; sia dando conto dei progressi perseguiti rispetto alla Strategia Europa 2020, di cui permangono negli anni i target relativi al modello di crescita adottato che è: “intelligente”, (in quanto basato su ricerca, innovazione, istruzione e lotta all’abbandono scolastico), “inclusivo” (i target sono occupazione e lotta alla povertà e all’esclusione sociale), e “sostenibile” (in riferimento ai target ambientali ed energetici, quali contenimento delle emissioni, nuove fonti di energia, migliore efficienza energetica).

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